Voi siete qui: Home
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Associazione M.A.R.E.L.

1° Contest - "Psico Mare" - Alessandra Avincola

E-mail Stampa PDF

Psico Mare - Alessandra Avincola


Il bello dei giorni d'assemblea è la possibilità di starsene indisturbati in classe, se ti va, per quattr'ore o giù di lì, magari in compagnia del tuo libro preferito. È vero, prima bisogna transitare per il purgatorio di un'ora di lezione. Ma oggi non sarà poi tanto male. La prof.ssa Tardini ha di buono che è un essere in grado d'intendere e volere: se tocca a lei sobbarcarsi quest'ora prima del suono liberatorio della campanella, evita non solo d'interrogare, ma anche di spiegare. Tanto sa benissimo che non ci saremmo con la testa, già protesi come siamo verso la libertà di un'intera mattinata tutta nostra. E allora ha trovato un modo carino per intrattenerci. Giocando sulle sue competenze di psicologa (d'origine dubbia, queste: ma la cosa non c'interessa più di tanto) e sull'evidente compiacimento con cui i ragazzi parlano di se stessi, ci fa fare dei test. L'attenzione è garantita. Anzi, a qualcuno dispiace che si facciano così presto le nove e trenta, soprattutto se crede di avere intravisto, nel piccolo blocco di foglietti ammonticchiati sulla cattedra, che il prossimo scarabocchio da decifrare è proprio il suo ...

Il test di questa mattina è semplice. "Descrivete il mare così come lo vedete, nell'immediatezza delle immagini a cui lo collegate. Non è necessario che specifichiate le vostre sensazioni o emozioni al riguardo. Limitatevi a descriverlo." Diavolo d'una Tardini! Chissà cosa andrà a scovare stavolta, nel mare. In altre occasioni qualcuno di noi era convinto di essersi espresso in modo del tutto innocente, per vedere poi saltar fuori delle cose che non si sarebbe mai sognato di rivelare ad anima viva. Il bello è che il più delle volte siamo d'accordo con l'interpretazione che ne dà la prof. Il più delle volte. Non sempre.

Per dieci minuti ciascuno scribacchia sul "suo" mare. Che mi ricordi, credo d'averlo sognato una sola volta in diciassett'anni di vita. Sognato nella sua valenza simbolica, intendo. Dunque: nuotavo con altre persone - dei perfetti sconosciuti, per me - in mare aperto. L'acqua era di un blu carico, cangiante, il sole alto sulle nostre teste. Tutt'intorno c'era una luce radiante: ma, fin dove lo sguardo poteva spaziare, non si coglieva altro se non mare e cielo, cielo e mare. Avvertivo con un brivido la profondità degli abissi sotto di me, e la sensazione era di piacere e sgomento al tempo stesso. Mi consolavo pensando che io sola - fra tutti quegli ignoti e silenziosi compagni di nuotata - indossavo un salvagente... Dopo che mi svegliai.

Ma non è questo mare che il mio immaginario mi raffigura ora davanti agli occhi. Quel che mi si prospetta d'improvviso è un mare d'inverno, una distesa d'acqua che abbraccia tutti i toni del grigio, dalle nuances più luminose e argentee al cupo dell'antracite, con qualche chiazza bluastra schiumata di bianco a fior d'onda. Il mare è calmo. Io sono calma. Mi vedo seduta sulla spiaggia, a una certa distanza dalla riva. Con le braccia intorno alle ginocchia, guardo i flutti frangersi sulla battigia, consapevole del cielo plumbeo sopra di me e del grido dei gabbiani che fendono l'aria, veloci. Veramente sono consapevole anche di un'altra cosa. Di fronte a me, proprio in linea con l'orizzonte, una faccia si accampa gigantesca sullo sfondo, spandendo intorno a sé un alone luminoso che accende d'oro chiaro l'oppressione di quel grigio. Ma mi guardo bene dal trascrivere tutto ciò. Non mi è concesso dire quel che provo, ma - se lo potessi - basterebbe una sola parola: pace. Tre parole sarebbero ancora meglio: pace della contemplazione. In calce al foglio scrivo il mio nome, Rampoldi.Finis.

Prima che i dieci minuti siano passati, la Tardini ha già davanti a sé un bel mucchietto di test sui quali intessere i suoi verdetti di sibilla. Per tre quarti d'ora ci avrà tutti in suo potere, e lo sa. È con un certo compiacimento che, prima di cominciare a intessere variazioni di psico-sapienza sui nostri sparsi brandelli d'anima, ci illustra brevemente il significato del test. Il mare - ci dice - rappresenta il nostro inconscio. Se l'acqua è di per sé legata simbolicamente alla vita, il mare con le sue profondità insondabili rinvia alle emozioni, ai desideri e alle paure che albergano nel fondo della nostra psiche. Va da sé che il modo in cui ce lo figuriamo - calmo, tempestoso, azzurro, oscuro, popolato da pesci o da veri e propri mostri - racconta molto di noi stessi. Nel brusio indistinto che fa eco alle sue parole si distingue un "lo sapevo", seguito da un "ci ha fregato un'altra volta". Improvvisamente si ode il gracchiare personalizzato di un cellulare. Questa, lo sappiamo, è una delle poche cose che fanno letteralmente uscire di testa la Tardini. Scuse affrettate del malcapitato, rapido spegnimento dell'aggeggio e ritorno alla normalità. Si ricomincia.

Nel silenzio un po' teso la voce della prof legge il contenuto del primo foglietto. La situazione descritta riguarda una spiaggia estiva: sole a picco, gente che s'abbronza sdraiata sui lettini, gelati, ragazzini urlanti, beach tennis e tonfo secco dei racchettoni sulla riva. Di mare se ne vede poco, in questo test. Alla prof viene visibilmente da sorridere. Ed è sorridendo che si rivolge alla Piersanti, una sempliciotta che porta ancora l'apparecchio per i denti. Il tuo mondo interiore - le viene spiegato - è ben circoscritto su pochi, saldi nuclei emotivi. Soltanto quel che ti e è noto attiva in te il meccanismo dell'immaginazione (anche perché la Piersanti ha specificato che si tratta del mare di Ladispoli, l'unico che a memoria d'uomo abbia mai visto in tutta la sua vita). Molti ridacchiano, ma si è già passati al secondo test. Di colpo siamo catapultati in una dimensione tipo Capo Horn, su una nave in balia della tempesta. L'imbarcazione - apprendiamo - è più simile a un antico veliero che a un moderno transatlantico. Il cielo minaccioso grava come un coperchio sul mare color petrolio, mentre ondate gigantesche si abbattono con violenza su ponti e fiancate della nave. Urla di marinai, fragore dei marosi, lampi guizzanti che illuminano per brevi istanti uno scenario d'inferno. Questa volta la Tardini non sorride, perché il test è di pugno di Giovanardi, il più tormentato, il più sfigato dei nostri compagni. Della sua vita burrascosa sappiamo quel poco che è filtrato da chiacchiere di corridoio: ma abbiamo l'impressione che la prof ne sappia molto di più. Lo si intuisce dal rispetto con cui gli si rivolge e dal tono volutamente generico della sua interpretazione. Giovanardi ascolta a testa bassa, lo sguardo fisso sul foglio di quaderno che sta scarabocchiando pervicacemente. Povero ragazzo. Chissà cosa gli si agita dentro di così grave da non poterne far parola a nessuno. Fortunatamente il test successivo è del tutto diverso. Spiagge bianche dalla sabbia impalpabile come cipria, palme agili che svettano verso un cielo blu cobalto, mare variegato in tutti i toni del verde e dell'azzurro. Qualcuno, pare, vi si tuffa per fare pesca subacquea. Il test - poteva essere diversamente? - è del bell'Andrea Crescentini. Niente in profondità, tutto in superficie: ma che superficie, ragazzi! Con tutti gli annessi e connessi. Magari nulla che duri per la vita: ma un pensierino, ne sono sicura, sono in molte ad avercelo fatto, qui dentro . ...

Seguono cinque o sei mari confezionati su misura per le persone che li hanno evocati. Però, ammazza se ci prendono ‘stitest! Mari prevedibili, fondali di cartone su sogni adolescenziali di una gioventù che naviga solo col suo p.c. Niente che assomigli ai mari di Jane Eyre, su cui ho fantasticato a lungo: ma già, oggi chi legge è una rara avis, come ci ricorda la Tardini. Ecco, tocca a me. La prof parla di "fervida immaginazione tenuta a freno da un'attitudine alla dimensione contemplativa, di emozioni raggelate dalla paura del coinvolgimento affettivo". Sarà pur vero, ma lei non sa nulla della faccia che domina il mio mare: sottacendole la cosa, devo aver falsato l'esito del test. Che importa? Tanto non mi serve il supporto della psicologia per sapere quel che significa. Lo so da me. Ossia, che da un considerevole lasso di tempo - diciamo sette mesi, da quando "lui" s'è aggiunto alla nostra classe - non vedo altro, non penso ad altro. Attitudine contemplativa? Sia pure: ma che altro potrei fare? Se solo mi si avvicina a una distanza di due o tre metri, tutto comincia a rotearmi vorticosamente intorno. Mi viene la sudarella, mi si mozza il respiro. L'unica cosa che riesco a fare è darmela a gambe, per tornare subito dopo a immergermi nella mia dolce e un po' perversa monomania. Le ho tentate tutte per distogliermi da questo pensiero ossessivo, finché poco tempo fa ho trovato una soluzione - almeno così credo: mi sono iscritta a un corso di flamenco alla palestra vicino casa. Devo dire la verità, ma quando m'impegno a eseguire correttamente tacoteozapateo riesco a non pensare a lui. Lui: ovvero una parvenza di sogno che si concentra in un nome impossibile, Conrad Winterhalter (tanto per rendere il tutto più difficile, è figlio di un diplomatico tedesco). Capelli castano chiaro sempre spettinati, due occhi verdi come il sottobosco d'autunno, altezza decisamente sopra la media, due spalle - Dio buono! - come di meglio non potrebbe produrne madre natura ... Naturalmente ho anche impreso a studiare, e in modo compulsivo, la sua lingua materna. Non che la cosa mi sia di una qualche utilità, e per due distinti motivi: primo, lui parla già un italiano più che accettabile; secondo, con lui non parlo mai né in italiano né tanto meno in tedesco, nel senso che ci saremo scambiati sì e no cinquanta parole dal suo arrivo in II B. Ma conoscere la sua lingua mi fa sentire legata a lui da un filo invisibile e segreto. Altro che test. Devo essere pronta per il lettino dello psicanalista.

Il suo nome e cognome in bocca alla Tardini mi strappano di botto alle mie fantasticherie. La prof sta leggendo il suo test. È un mare "di carattere", poco estivo anche se non tempestoso. Non c'è nessuno sulla spiaggia: ma sulla riva galoppa un purosangue che reca in groppa una ragazza strettamente abbarbicata al suo corpo vigoroso. La ragazza è pallida e sottile, coperta a malapena da bianchi veli fluttuanti, con una lunga cascata di capelli rossi (povera me!!) che le ondeggiano al vento. La Tardini torna a sorridere. In questo caso le emozioni si concentrano - spiega - " ... sul desiderio inconscio di vivere appieno la tua sessualità, simboleggiata dal cavallo con cui ti sei identificato. Ma il bianco dei veli mette in evidenza come la tua parte istintiva sia pienamente controbilanciata da una forte richiesta di purezza, dal tuo proiettarti verso una forma d'amore esclusivo e idealizzato". Dopo che conclude materna "Davvero fortunata, la tua ragazza". E qui accade un fatto strano. Mentre, a capo chino, mi arrovello e sanguino dalla gelosia (almeno abbiamo qualche tratto in comune, io e la "dannata" ragazza: il pallore, la figura longilinea e lunghi capelli rossi), avverto intorno a me un silenzio che non so decifrare, interrotto qua e là da qualche risolino soffocato. Sollevo lo sguardo e colgo i suoi occhi su di me, fissi e seri. Lui mi guarda: da quanto? I compagni e la Tardini nel frattempo guardano noi che ci guardiamo. Un bel casino. Ma questa volta non ho nessuna voglia di fuggire. Con il suo sguardo lui mi sta chiedendo alcune cose, e senza parlare gli sto rispondendo meglio che posso. La marea dei risolini adesso è montante, qualcuno sghignazza ormai senza pudore.

"Abbiamo scoperto che nel mare di Winterhalter c'è Rampoldi - dice la prof, e sembra non essersi mai divertita tanto in vita sua - E nel tuo, Rampoldi, chi c'è?"

Sono sicura di non averci pensato su nemmeno una frazione di secondo. "Winterhalter!" - rispondo con una voce che nemmeno mi sembra la mia. Il coro delle risate a questo punto è un vero e proprio boato. Sembra il ruggito indistinto che si leva dalle curve di uno stadio. Sai quanto me ne importa. Mi sto perdendo nel fondo senza fine di due abissi verdi. E ‘l naufragar m'è dolce in questo mare.








 

Festa del libro didattico
Feed Rss

Ultimissime..

1° Corso per "Tutor dell’apprendimento" - Date
Venerdì 03 Settembre 2010

Date 1° Modulo: 22/23 ottobre (ven./ sab.) dalle 15,00 alle 19,00; 2° Modulo: 5/6 novembre (ven./ sab.) dalle 15,00 alle 19,00. 3° Modulo: 12/13...Leggi tutto...

1^ Festa del libro didattico - Laboratorio Scuola
Venerdì 03 Settembre 2010

La casa editrice Mela Music in collaborazione con l’Associazione Laboratorio Scuola organizza la 1^ Festa del Libro didattico presso il Teatro...Leggi tutto...

2° Contest - "Un marel di emozioni" - Bando
Mercoledì 01 Settembre 2010

Tema: paesaggi di mare. Modalità di partecipazione:ogni partecipante dovrà inviare esclusivamente all’indirizzo mail...Leggi tutto...

3 giorni di festa!
Martedì 13 Luglio 2010

L’associazione M.A.R.E.L. e il comitato spontaneo del quartiere di Villa Verde organizzano 3 giorni di festa, il 24-25-26 settembre 2010 presso via...Leggi tutto...

1° Corso per "Tutor dell'apprendimento"
Martedì 13 Luglio 2010

Apertura iscrizioni: settembre 2010. Chi ha a che fare con gli studenti che hanno un disturbo dell’apprendimento sa bene quanto possa essere...Leggi tutto...

Pubblicazioni

"…Il muro di glicine ancora fiorisce…"

Titolo: “…Il muro di glicine ancora fiorisce…” Autore: Annalisa Mucili Errico Dati: 2010, pagg. 91 Editore: Associazione M.A.R.E.L. In breve:...Leggi tutto...

"Brividi di solitudine"

Titolo: "Brividi di solitudine"Autore: Livia De PietroPrezzo: €. 13,00 più spese di spedizione postaleDati: 1986- pag.93Editore: NES Nuova...Leggi tutto...

"Asili nido ed educatrici: l’esperienza di una maestra, progetti, idee e metodologie"

Titolo: Asili nido ed educatrici: l’esperienza di una maestra, progetti, idee e metodologie. Autore: Tina Bruno Dati: 2010, pagg. 82 Prezzo: 10,00...Leggi tutto...

“Ar femminile - SONETTI ROMANESCHI.”

      Titolo: “Ar femminile - SONETTI ROMANESCHI.”Autore: Gloria  GerechtPrezzo: €. 10.00 più spese di spedizione postaleDati: 2007-...Leggi tutto...

"Tra una fatina e un drago"

Titolo: Tra una fatina e un drago Autore: AA.VV. Dati: 2010, pagg. 71 Prezzo: 15,00 € Editore: Casa Editrice Kimerik In breve: … è una preziosa...Leggi tutto...

Speciale Donna 2009 – Concorso nazionale poesia e narrativa

IN USCITA   Titolo: 'Speciale Donna 2009 – Concorso nazionale poesia e narrativa.'Autore: AA.VV.Prezzo: €.13.00 più spese di spedizione...Leggi tutto...

'Speciale Donna 2008 – Concorso nazionale poesia, narrativa, illustrazione.'

  Titolo: 'Speciale Donna 2008 – Concorso nazionale poesia, narrativa, illustrazione.'Autore: AA.VV.Prezzo: €.13.00 più spese di spedizione...Leggi tutto...

"Martina, Matilde, Beone e la Matematica."

  Titolo:    “Martina, Matilde, Beone e la Matematica.”Autore:    Luisa Di MasoPrezzo:    €. 8.00 più spese di spedizione postaleDati:...Leggi tutto...

"Speciale donne 2007 - Concorso Poesia"

    Titolo: “Speciale Donna 2007 – Concorso nazionale poesia, narrativa, illustrazione.” Autore: AA.VV.Prezzo: €.5.00   (formato...Leggi tutto...

Canti d'amore

    Titolo: Canti d’amore Autore: Anna Salvati Prezzo: Non definito Dati: anno 2006. Pagg133 Editore: Penna d’Autore   In breve: …Avevo già...Leggi tutto...

Link amici

Laboratorio Scuola
A tutto tondo
Banner Airc