Il tempo dell’agire e il tempo del sentire - Luisa Rossi
In un piccolo paese del Sud in cui il mare confina con il calore di una Terra ancestrale viveva Milù, una ragazza dagli occhi scuri come i suoi pensieri, indecifrabili come una lingua sconosciuta, una scrittura incomprensibile, piccoli pezzi di un’infinita e complicata composizione di puzzle difficili da ricomporre; così erano i suoi pensieri … silenziosi e sempre così ingenuamente esposti agli altri da sembrare inaccessibili. Milù non conosceva il senso convenzionale delle parole, però amava giocare con il loro suono facendolo rimbalzare con la voce da una sillaba all’altra. Ascoltava divertita il rapido susseguirsi di suoni che le persone intorno a sé utilizzavano pensando di poter catturare, descrivere, comprendere la realtà, un principio indubbio da sempre questo, che solo con le parole si potesse racchiudere il tutto, testimoniare la nostra esistenza e trovare una logica che potesse spiegare ogni cosa anche ciò che per natura non deve essere spiegato, ma solo accettato. “Questa realtà non esiste”, pensava Milù, forse è solo una sfumatura inafferrabile che ci illudiamo di rincorrere, racchiusa nel tempo dell’agire quel tempo che ci rende affannosi nella disperata ricerca empirica di riempire ogni istante della nostra esistenza con azioni dense di ritmo sferzante per raggiungere i luoghi più lontani dalla propria interiorità e sviluppare così un’idiosincrasia al proprio sentire. Milù invece salpava ogni giorno con la sua piccola imbarcazione formata da mille frammenti colorati che per rifrazione brillavano nel Sole e producevano così un’ alchimia di luci ed emozioni, con abile maestria si destreggiava nei mari più impetuosi con il coraggio di entrare nei luoghi più misteriosi e imprevedibili, quei luoghi così diversi ed imponderabili chiamati emozioni che vivevano solo nel tempo del sentire, dove ogni istante era solamente denso di vita e le parole erano scritte sulle facce perché le cose importanti non si dicono, si sentono.
Sì, Milù possedeva il dono della serendipità, proprio come nell’antica fiaba persiana in cui gli eroi protagonisti possedevano il dono naturale di trovare cose di valore non cercate.