Il mio mare - Franca Bassi
La luce del sole filtra dalla persiana della finestra, il dolce suono delle onde che s'infrangono sulla spiaggia mi hanno svegliato, adoro ascoltare la voce del mare, ma mi alzo e vado sul terrazzo e la leggera brezza che viene dal mare mi accarezza la pelle e fa muovere la mia camiciola trasparente, come se fosse un tendina d'organza.
Ci sono semplici racconti veri, altri frutto della fantasia, altri scritti con la penna intinta nell'inchiostro azzurro del mare e del cielo, comunque sono sempre racconti, che, nella loro semplicità di scrittura, spesso ci fanno riflettere, e la loro morale ci insegna a migliore il nostro tenore di vita.
Sin da bambina creavo con la mia fantasia storie, prendevo spunto dalla natura, e dal mondo che mi circondava, trovavo gli animali amici fedeli, solo da loro rubavo i gesti e cercavo di carpire dagli sguardi un' intesa, per una nuova ispirazione, e insieme a loro mentre felicemente giocavo, iniziavo a scrivere, le mie favole moderne intrecciate con la fantasia e ricche di sentimenti veri.
Col passare degli anni, osservavo con occhio più critico e attento, il mutare delle stagioni, ascoltavo il canto del mare, e del vento dentro una bianca conchiglia, raccolta sulla battigia, distrattamente abbandonata da una onda frettolosa. Le mie tasche, erano sempre ricolme di sabbia colorata, schegge di madreperla, piccole conchiglie avvitate, e bastoncini di legno pietrificati al sole dalle forme curiose; palle di alghe di posedonia oceanica, piante strappate dal fondo marino, sminuzzate dal moto ondoso, poi dal lento macinare arrotondate, cullate dalle onde in fine depositate sul bagnasciuga, quanta curiosità spesso le domande si accavallavano e alcune restavano prive di risposta. Ma io non mi arrendevo mai! Ricordo, un giorno sul bagnasciuga di: "Passoscuro" mentre giocherellavo con i piedi, nella schiuma delle onde, e spostavo le palle di posedonia, i miei occhi hanno intravisto qualcosa dal colore particolare, che, spuntava nella sabbia ferrosa, poi la mia mano incuriosita ha scavato, era una piccola lucerna romana di terracotta rossa, in principio si vedeva appena, solo un piccolo frammento di manico, poi lentamente, è entrata nel palmo della mia mano sinistra, come una bellissima e strana conchiglia, quante domande in quella testolina di fanciulla; da dove era arrivata, in quale epoca, in quale casa aveva donato la luce? So solo che un'onda me l' aveva regalata, era intera, nella sua infinita bellezza, ricca di mistero la passavo da un palmo all'altro, felice quel giorno di aver portato nella mia casa, un po' di storia di altri tempi. Quante volte ammirando la vastità del mare, mi sono chiesta, cosa si nascondeva sotto la superficie del mare? Per esaudire la mia curiosità, una volta mi sono tuffata e sono andata ripetutamente sotto acqua mi trovavo a Malta, il bianco della scogliera rifletteva e mostrava il fondo marino nella sua immensa bellezza. Era l'anno 1990, non dimenticherò mai quel periodo, ogni giorno mi immergevo e mi estasiavo a contemplare ogni anfratto e ogni giorno la mia resistenza di respirazione in apnea si allungava, ogni attimo, mi sembrava sempre di più di far parte di quell'universo marino, ormai, anche il costume mi dava fastidio, dovevo sentire il mare che mi avvolgeva e le alghe silenziose insieme a fiumi di pesci colorati, stelle marine e cavallucci di mare scivolavamo tutt'uno senza disturbare il nostro inabissarsi, mi lasciavo trasportare dalla corrente e non avevo nessuna paura, mi sentivo creatura del mare. Ancora oggi, se chiudo gli occhi, avverto il piacere di sentire scivolare sul mio corpo la mano di velluto del mare. Mi sentivo benissimo! il colore della mia pelle aveva preso un bronzo dorato, i miei capelli color del sole, mi sentivo differente, quelle esperienze, avevano modificato anche la mia mente, ero trasformata nei lineamenti del corpo, che, si era affusolato, ingentilito, anche i miei amici sogghignavano con simpatia tra di loro, dicendomi che, quando emergevo dal pelo dell'acqua, sembravo una sirena bionda, e quando per riposarmi mi sdraiavo al sole, una bionda donzella venuta dal nord, per colorare la sua pelle di porcellana. Stanca si sentire sempre le stesse cantilene, una mattina decisi di alzarmi all'alba, per cercarmi un nuovo posto isolato, per immergermi e non avere spettatori, dopo giorni quelle semplici giaculatorie, mi disturbavano, anche quando riposavo vicino al mare, la nenia continua dei miei amici, mi impediva di ascoltare nel silenzio, il canto delle onde. Oramai erano parecchi giorni, che avevo questo appuntamento segreto, sentivo una strana frenesia sulla pelle, e un solletico dentro le ossa, come se andassi ad un incontro amoroso. Era diventata una sorta, di passione amorosa, il mare era il mio amante! Lo desideravo, lo sentivo mio, anche se delle volte si può trasformare in un amante traditore e crudele, ma con me, è stato un amante fedele, volevo scoprire ancora più di lui, i sui segreti, pensavo che bello se per amore, si annullasse, per mostrarmi il suo universo sommerso, un mondo ancora pieno di mistero.






















