Tu, alius et idem ( Uguale, eppur diverso ) - Kotlar Guerrino
Ora che non posso più dirtelo papà, ti scrivo :
Da una riva all’ altra..
Metà della tua esistenza, con gli occhi pieni di speranza,
a guardare verso l’ Ovest, verso la madre patria.
L’ altra metà della tua vita, con gli occhi gonfi di nostalgia,
a guardare verso l’ Est, verso la terra natia.
Nascere in Italia e morire in Italia,
ma nascere straniero e morire straniero.
Vivere quasi tutta la vita in Italia da straniero,
di qua e di là dell’ Adriatico, Mare Nostrum.
Essere Italiano (straniero, quasi odiato e cacciato), dove sei nato,
chiamato Slavo ( straniero con diffidenza ) dove vivi.
Essere con ORGOGLIO nel GIUSTO,
ma sempre in un POSTO SBAGLIATO.
Sempre in minoranza se non da SOLI,
contro qualcuno, quasi sempre tanti, troppi.
Coraggio papà, anche il mare non ha paese neppure lui,
ed è di tutti quelli che lo stanno a guardare
di qua e di là, dove nasce e muore il sole.






















